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Quali bambini vi vengono accolti?

Quali bambini vi vengono accolti?

Di massima le Scuole Steiner accolgono tutti i bambini e i giovani che siano nella condizione di frequentare una classe regolamentare, indipendentemente dall’atteggiamento dei genitori, che derivi dalla loro tendenza politica, dalla loro concezione del mondo o dalla loro situazione economica. A informazioni ampie e dettagliate fa seguito un colloquio di ammissione. Se la loro età lo dovesse richiedere, allievi ed allieve possono anche essere ammessi/e direttamente a classi più alte.

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È vero che a una Scuola Steiner vanno principalmente bambini con difficoltà di apprendimento?

No! Per quei bambini che hanno particolari, parziali debolezze di prestazione, oppure disturbi di comportamento, vi sono piccole classi specifiche e un’offerta di Scuole speciali, basate sulla pedagogia di Rudolf Steiner.

Per le offerte appropriate, rivolgetevi a:

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In genere le Scuole Steiner in cosa si differenziano da altre Scuole?

Le Scuole Steiner pongono il bambino al centro e orientano il proprio Piano di Studi in modo conseguente al suo sviluppo. L’insegnamento è rivolto a bambini e giovani con doti diverse, come accade anche nelle normali Scuole Statali, solo che nelle Scuole Steiner, accanto alle facoltà Intellettuali, vengono coltivate anche quelle sociali, artistiche e manuali in modo equilibrato. Possono così svilupparsi, sin dal primo giorno, qualificazioni chiave quali la capacità di lavorare in team, la creatività e la capacità di pensare in modo processuale.

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La Scuola Steiner è costosa?

La sovvenzione statale alle Scuole Steiner segue regole diverse da Cantone a Cantone. La responsabilità principale del finanziamento è assunta dai genitori. Le Scuole Steiner hanno come principio di non respingere, se possibile, alcun bambino per motivi finanziari. Per amministrare i contributi  che i genitori versano esiste una apposita Commissione, i cui membri sono genitori appartenenti alla comunità scolastica. Il contributo tiene conto della situazione finanziaria di ogni singola famiglia e viene concordato nel corso di un colloquio confidenziale con membri della Commissione per i Contributi dei Genitori.

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Come si configura nelle Scuole Steiner la collaborazione con i genitori?

Genitori che si impegnano e docenti si riconoscono quali partner di uguale valore nell’ambito dell’educazione. I genitori sono coinvolti nel processo di sviluppo della scuola e vengono presi sul serio, con le loro domande e i loro impulsi. Nella maggior parte delle Scuole Steiner vi è a tal fine un Forum dei Genitori oppure un Consiglio dei Genitori. Nel caso di situazioni difficili essi possono rivolgersi a un Gruppo di Fiducia, di cui fanno parte, di regola, genitori, rappresentanti dei docenti, membri del Comitato. Colloqui tra genitori e docenti, effettuati a scadenze regolari, servono a fare il punto della situazione degli allievi e delle allieve. Di regola ogni trimestre ha luogo una riunione di classe per i genitori.

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Alla Scuola Steiner viene insegnata una concezione del mondo?

Sotto l’aspetto confessionale la Scuola Steiner è neutrale. In un primo momento sono i genitori a decidere quale insegnamento religioso debba frequentare il proprio bambino; più tardi lo decidono i giovani stessi. Le conoscenze scientifico-spirituali di Rudolf Steiner non sono mai, in alcun periodo del percorso scolastico, materia di insegnamento.

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La pedagogia di Steiner non è una sorta di falsa promessa di un mondo intatto? In genere gli allievi riescono, più tardi, a venire a capo della dura realtà?

L’intervista ai diplomati delle Scuole Rudolf Steiner della Svizzera, realizzata nel 2007 da D. Randoll e H. Barz sulla base di un Progetto di Cooperazione tra l’Università di Düsseldorf e la Alanus Hochschule, confuta il cliché che fa della Scuola Steiner una scuola in cui si vive davvero un bel periodo, ma non si viene preparati “alla vita che c’è fuori”. Lo Studio prova che le Scuole Steiner stimolano in modo efficace i propri allievi e le proprie allieve a dare un orientamento sensato e soddisfacente alla propria vita e a trovare il proprio posto nella società. Un terzo degli intervistati ha concluso una formazione accademica; in media molti. Fra le professioni abbracciate, le più frequenti sono quella di medico, ingegnere, scienziato dello spirito e della natura e, accanto a questi, si trovano sorprendentemente molti insegnanti (18 %), nonché professioni a indirizzo sociale. L’86% degli intervistati sono del parere di avere acquisito alla Scuola Steiner un sapere pieno di significato e che li porta sempre in avanti.

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È vero che alla Scuola Steiner non ci sono voti e non ci sono bocciature?

Alle Scuole Steiner nelle classi elementari e nelle medie non ci sono voti. Ovviamente gli insegnanti correggono tutti i lavori scolastici, tuttavia non si accontentano di dare aridi voti, ma formulano giudizi individuali. Nel redigere le pagelle gli insegnanti si soffermano in modo dettagliato e ampio sugli sviluppi della personalità e sui progressi d’apprendimento del loro allievo. La pedagogia di Rudolf Steiner si attiene alle fasi di sviluppo dei bambini e dei giovani. Perciò non è determinante soltanto il livello del sapere, ma lo sviluppo nel suo insieme. Bambini e giovani sviluppano iniziativa non sulla base di pressioni nel campo delle prestazioni, ma a partire da una motivazione sana. Dalla prima alla dodicesima classe allievi ed allieve rimangono per quanto possibile dentro una salda comunità di classe, anche se le loro prestazioni transitoriamente diminuiscono. Nessuno viene bocciato.

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Le Scuole Steiner sono antiautoritarie?

No. Le Scuole Steiner si fondano sulla pedagogia della relazione. Le insegnanti e gli insegnanti coltivano nei confronti dei propri allievi e delle proprie allieve un rapporto che nelle classi elementari è improntato dal riconoscimento dell’”autorità amata”. Nel corso del periodo scolastico il rapporto maestro-allievo si trasforma, in conseguenza dello sviluppo e della crescita degli allievi stessi. Bambini e giovani cercano i propri limiti. Solo se dagli adulti viene loro offerta la possibilità di fare personalmente l’esperienza di tali limiti, essi da un lato si sentono sicuri e dall’altro si sperimentano quali singole personalità.

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Perché nei primi anni di scuola i bambini hanno sempre lo stesso Maestro?

In una comunità  improntata dalla continuità e dal ritmo, i bambini possono svilupparsi in modo sano. Al fine di essere per loro un fidato sostegno, un Maestro di classe accompagna allievi e allieve, se possibile, per un periodo piuttosto lungo. In tal modo inoltre li/le conosce bene e può andare incontro ai lati forti e a quelli deboli di ciascuno di loro individualmente.

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Chi era Rudolf Steiner e cosa ha a che fare con la pedagogia Waldorf o pedagogia Steiner?

Rudolf Steiner nacque in Austria nel 1861 e morì nel 1925. Studiò Scienze della Natura e Scienze dello Spirito a Vienna e più tardi diede per la prima volta alle stampe gli Scritti Scientifici di Goethe. Nel 1919 fondò a Stoccarda la prima Scuola Waldorf. L’idea era partita da Emil Molt, proprietario della fabbrica di sigarette Waldorf-Astoria, un uomo dalle idee moderne e impegnato nel sociale, che voleva realizzare una scuola per i figli dei propri dipendenti. Contenuto e metodo della pedagogia di Steiner si fondano sulla conoscenza delle leggi specifiche dello sviluppo dei bambini e dei giovani. Le ricerche scientifico-spirituali di Steiner hanno trovato accesso anche nell’agricoltura biologico-dinamica, nella medicina e nell’arte.

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Cosa ha di importante l’euritmia come materia di insegnamento?

L’euritmia è un’arte del movimento. A differenza della ginnastica, che lavora con le forze fisiche della gravità e della leggerezza, l’euritmia, attraverso il movimento del corpo, cerca di dare forma nell’ambito animico a quel complesso di leggi che sono specifiche del linguaggio e della musica.

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In genere le scienze naturali e i computer hanno qualche importanza alla Scuola Steiner?

Alla Scuola Steiner le materie scientifiche stanno accanto a tutte le altre materie di insegnamento e hanno lo stesso peso. L’informatica è componente fissa del Piano di Studi, sebbene i pedagoghi diano valore al fatto che allievi e allieve, prima di conoscere il mondo virtuale, si familiarizzino con il mondo naturale e sviluppino le proprie capacità sociali e creative nel rapporto con esso. Alla Scuola Media Superiore il rapporto degli allieve e delle allieve con Soft- e Hardware è cosa ovvia.

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Cosa si intende per insegnamento a epoche?

Nelle prime due ore di una mattinata scolastica viene trattata, in epoche di diverse settimane, la medesima materia. In tal modo allievi ed allieve possono correttamente familiarizzarsi con un ramo specifico dell’apprendimento. Al termine di un’epoca di insegnamento, i contenuti trattati vengono “dimenticati”, sprofondano nell’inconscio, dove continuano ad agire. Con una

nuova epoca, insieme al ricordare germogliano anche nuove capacità, nasce una nuova chance, una nuova possibilità di “salire a bordo”, di aprirsi a un tema, a un ambito d’apprendimento specifico e di cogliere le connessioni che ivi esistono.

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